COVID-19: IL 30 GIUGNO 2022 E’ STATO RINNOVATO IL PROTOCOLLO GOVERNO PARTI SOCIALI

La riunione del 30 giugno 2022 – fra Governo, INAIL e Parti sociali sindacali e datoriali – durata un’intera giornata, ha costituito, di fatto, la prosecuzione in sede “tecnica”, con la conseguente analisi di testi, di una riunione avviata fra Istituzioni e Parti sociali lo scorso 21/06: si ricorda come in quell’incontro pressoché tutte le Organizzazioni datoriali e sindacali abbiano espresso la necessità di addivenire ad un superamento dei Protocolli, richiedendo una sostanziale equiparazione fra le misure anti contagio sui luoghi di lavoro e le misure – ormai invero minimali – valevoli per tutti i cittadini, nei vari ambiti di vita sociale.

In sintesi, il documento – recependo le indicazioni promananti dal Ministero della Salute, del Lavoro, dello Sviluppo Economico e di INAIL, prende atto del termine della pandemia da COVID 19, con la conseguente fine dello stato di emergenza, ma tiene comunque conto della recente ripresa del numero dei contagi a causa della circolazione delle varianti Omicron del virus, che potrebbe determinare nelle prossime settimane un picco degli stessi ed una – presumibile – forte diffusività in autunno.

Il documento in oggetto, inoltre, si presenta decisamente “depurato” (rispetto alle versioni precedenti, ed in particolare alla versione vigente al 30/06) delle parti ritenute obsolete, perché superate o comunque di quelle non attuate, costituendo così uno strumento di agile consultazione e soprattutto essenziale nei suoi contenuti prevenzionistici.

Entrando nel “cuore” del Protocollo, che vale per ogni ambito lavorativo ad eccezione del comparto sanitario e dei trasporti, si evidenzia come esso non determini la cessazione, di fatto, di ogni obbligo generalizzato di utilizzo delle mascherine, ma precisi viceversa che il datore di lavoro coadiuvato, se presente, dal medico competente, debba effettuare una valutazione del rischio da esposizione al covid-19, alla luce delle peculiari condizioni di svolgimento dell’attività lavorativa (ed in modo del tutto analogo, peraltro, ai principi generali di valutazione dei rischi di cui al decreto 81/08 – testo unico salute e sicurezza sul lavoro).

Se da tale fondamentale valutazione emerge che non può essere garantito il distanziamento di almeno un metro fra i lavoratori, il datore di lavoro medesimo dovrà assicurare la messa a disposizione di dispositivi di protezione individuale per le vie respiratorie del tipo FFP2 nei luoghi al chiuso e in quelli aperti al pubblico. Il presidio della mascherina FFP2 rimane quindi centrale, anche in questa nuova fase di gestione della pandemia.

Analoghe misure dovranno essere prese in favore dei lavoratori cosiddetti fragili, così come individuati dal medico competente, cioè di quei prestatori di lavoro potenzialmente più esposti alle conseguenze del contagio per condizioni di salute proprie.

Si precisa che la valutazione (con le conseguenti misure intraprese dal datore di lavoro) riguarda tutte le persone che a qualsiasi titolo si trovino negli ambienti di lavoro aziendali, compresi ad esempio fornitori, appaltatori, manutentori, utenti, clienti eccetera.

Sempre nel Protocollo si specifica che pur nel mutato contesto pandemico e preso atto del venir meno dell’emergenza, si ritiene comunque che il lavoro agile rappresenti, anche nella situazione attuale, uno strumento valido per contrastare la diffusione del contagio, soprattutto con riferimento ai lavoratori fragili, maggiormente esposti cioè ai rischi derivanti dalla malattia.

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Si precisa infine che il Protocollo è in vigore dal 1° luglio 2022, prevedendosi una verifica autunnale dei propri contenuti, fissata al 31/10/22.

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